AMP (Accelerated Mobile Page) è un sistema lanciato da Google in grado di migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti attraverso i dispositivi Mobile. Vediamo come funziona e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa implementazione.

Google AMP

L’obiettivo del motore di ricerca è quello di fornire all’utente mobile delle pagine web che dispongano di un tempo di caricamento ridotto, intorno ai 3 secondi. Questo risulta molto difficoltoso nel caso in cui il sito web in questione disponga di svariati plugin, animazioni e banner pubblicitari. Se si tratta di un sito rivolto agli utenti per offrire news riguardo un argomento in particolare, stile blog, l’obiettivo principale del proprietario è quello di cercare di non disperdere il traffico in entrata, cosa che può accadere sia a causa di utenti che semplicemente ‘fuggono’ per via dell’attesa, sia a causa di una perdita di posizioni tra i risultati ricerca, dato che il tempo di caricamento è un parametro fondamentale anche in ottica SEO.

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Dopo aver argomentato i vantaggi che possono avere queste pagine AMP, implementabili su WordPress grazie ad un semplice plugin disponibile gratuitamente, è doveroso argomentare anche i possibili svantaggi, in parte già accennati precedentemente. La creazione di queste pagine ad hoc prevede, infatti, la rimozione di elementi che possono risultare fondamentali per il business di un sito web, come il modulo di contatto o i banner pubblicitari utili all’editore per monetizzare il traffico in entrata. Questo perché Google intende snellire il sito web di elementi che non reputa fondamentali in ottica dell’utente e che rallentano esclusivamente il tempo di caricamento delle pagine stesse.

In conclusione, questo sistema implementato da Google per velocizzare il caricamento dei portali web è un metodo efficace per migliorare la User Experience e, di conseguenza, rappresenta un elemento importante soprattutto in ottica di indicizzazione. Il fattore da considerare però è la tipologia di business in questione, in quanto queste pagine ‘snellite’ possono essere prive di elementi fondamentali per gli e-commerce o per quei portali che puntano a generare lead e che cercano di direzionare gli utenti verso il modulo di contatto.

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