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Gli aggiornamento dell’algoritmo di Google hanno sempre provocato importanti fluttuazioni nelle SERP, con conseguenze anche abbastanza gravi per svariate tipologie di siti web. Vediamo i possibili scenari relativi all’ultimo Google update.

Google Update

Per chiunque sia interessato ad intraprendere un progetto sul web, tenersi costantemente aggiornati sugli aggiornamenti dell’algoritmo di Google è un fattore determinante per la sopravvivenza della propria idea imprenditoriale, che sia un e-commerce o un semplice sito webL’algoritmo di Google non è altro che un insieme avanzato di processi informatici in grado di selezionare le pagine web in base a determinati criteri. I parametri vengono fissati dal motore di ricerca, ed aggiornati 2/3 volte l’anno, per salvaguardare costantemente la User Experience con l’obiettivo di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile per gli utenti.

In quest’ottica, l’algoritmo ha il compito quindi di scremare i risultati di una ricerca permettendo la visualizzazione delle sole pagine realmente utili per l’utente, in modo decrescente. Ma come funziona questo algoritmo? La tecnica del colosso di Mountain View si fonda sul Machine Learning, basato sull’intelligenza artificiale. Infatti, mentre per noi risulterebbe molto semplice analizzare una pagina web, verificare che sia completa di tutte le informazioni necessarie e capire se davvero rispecchia in pieno l’intento di una ricerca, per un computer non è esattamente cosi facile. Proprio per questo motivo è stato creato l’algoritmo basato sull’intelligenza artificiale, ovvero capace di imparare da sé stesso.

Algoritmo Google 2019

Tra tutti gli aggiornamenti che vengono effettuati durante l’anno, solo alcuni di questi vengono effettivamente annunciati dal motore di ricerca più utilizzato al mondo. Ovviamente, Google non rende noti i parametri ed i requisiti presi in considerazione per la scrematura delle pagine. Molto probabilmente però, l’aggiornamento annunciato a giugno prevede semplicemente una revisione dell’ultimo aggiornamento effettuato ed annunciato a marzo dello stesso anno.

La caratteristica più importante è il cosiddetto “Mobile First Index”, tramite il quale Google restituirà risultati di ricerca in SERP sulla base della versione mobile dei siti web. Questa variazione sancisce definitivamente il concreto passaggio dalla versione desktop a quella mobile, necessaria e doverosa per via dell’aumento costante delle ricerche effettuate tramite smartphone, che ultimamente ha addirittura superato quelle effettuate tramite pc.